Campi in missione

Da dove nasce il desiderio di conoscere e incontrare altri popoli?
È una domanda che dobbiamo porci fin da subito, quando ci accostiamo a questa porzione di Chiesa che è la Missionarietà!

Essere missionari, anche solo per un breve periodo di tempo, non è sicuramente da considerarsi una parentesi nella nostra vita, ma qualcosa che ci segna per sempre, e che spesso condiziona concretamente le nostre scelte future! Diventa parte di noi, del nostro bagaglio personale, dal quale non potremo mai più separarci!

Avere la possibilità di incontrare altri popoli, altre culture o religioni non devono essere viste come semplici curiosità da soddisfare, ma sono da considerare come un vero e proprio bisogno d’incontrare l’altro, il fratello nella sua terra, nei suoi costumi e abitudini e con lui poterli condividere e intrecciare una relazione.

Ci sono tre dimensioni che sempre viaggiano insieme: solidarietà-disponibilità-servizio! L’una accompagna l’altra tutte le volte che ci mettiamo in relazione con qualcun altro, diventano delle azioni quasi involontarie! Se ci interroghiamo bene, scopriamo che il desiderio di conoscere e sperimentare, spesso arriva dallo Spirito, è Lui che ci guida fino a farci considerare questa possibilità, questa strada come una chiamata, alla quale va dedicato del tempo per riflettere; per verificare umanamente e spiritualmente se è proprio questo che il Signore ci sta chiedendo!

Quando incontriamo degli ostacoli sul nostro percorso, dobbiamo sempre chiederci: “Cosa vuole dirmi il Signore attraverso questa situazione?” Vale sempre la pena soffermarsi e riflettere maggiormente, spesso gli “ostacoli” ci aiutano a consolidare e rafforzare le nostre intenzioni e i nostri desideri!

Questo tempo di pandemia forse va visto proprio in quest’ottica! Un tempo sospeso… ma non sterile o vuoto! Un tempo dove ognuno può interrogarsi prima di tutto e mettersi in ascolto! Poi mettersi concretamente a disposizione di realtà territoriali che necessitano di aiuti nati da richieste di solidarietà che la pandemia ha portato in evidenza.

Guardando alla situazione attuale, dobbiamo conservare nel cuore il desiderio di poter organizzare, proporre e partecipare a campi missionari all’estero. La situazione sanitaria non ci consente di poter progettare come si è sempre fatto, ma non dobbiamo per questo perderci, o avvilirci!

Guardiamo comunque con speranza, quella speranza di cui tutti abbiamo bisogno oggi!

Di seguito una breve presentazione dei campi missionari che generalmente progettiamo.

Campo di servizio
a Istanbul
(Turchia)

Campo di solidarietà missionaria a Sighet (Romania)

Campo di lavoro e di formazione missionaria a Imola (BO)

Campo di animazione missionaria in Dawro Konta (Etiopia)