CENTRAFRICA

La missione

L’avventura dei cappuccini emiliano-romagnoli in Centrafrica inizia nel 1964, con l’invio dei primi cinque frati. Nel 1997 il ministro generale chiede alle 13 province che operano nell’area della Repubblica Centrafricana e del Ciad di costituire una realtà nuova, che diviene vice-provincia generalizia, formata da 95 frati provenienti da 8 paesi diversi.

I fatti del 2012 hanno sconvolto la nazione della RCA, portando anche distruzione e morte. Viene distrutto il convento di Gofo dove sorgeva il “Villaggio Ghirlandina” (centro di formazione catechistica-agricola) e un dispensario dove lavorava fr. Antonio. Tutt'ora in diverse zone del paese regna il caos. Alcuni dei nostri frati, quelli più anziani, sono rientrati in Italia proprio in seguito a questo clima di violenza che rendeva difficile il loro apostolato e metteva a repentaglio la loro incolumità. I meno anziani hanno deciso di rimanere.

Attualmente, della nostra Provincia, sono presenti fr. Antonio Triani, medico e fr. Antonino Serventini. Entrambi vivono e lavorano nel convento di Bangui: assicurano una presenza nel campo educativo, assistenziale, di aiuto sanitario, di cura pastorale.

Collaborano con noi

Suore Missionarie Francescane del Verbo Incarnato

Dietro richiesta del cappuccino Mons. Sergio Govi, le suore missionarie francescane del Verbo Incarnato si aggregano alla missione dei frati cappuccini in Centrafrica. L'esperienza ha inizio nel 1987 a Taley, dove le suore vengono accolte con calore, danze e canti africani, accompagnate dalla madre generale M. Clarapace e presentate da Mons. Govi.

Il sostegno ricevuto dalle comunità dei cappuccini è sempre stato di conforto e di luce nei vari momenti soprattutto agli inizi, dove tutto era sconosciuto.
Mons. Govi aveva particolarmente a cuore la formazione dei bambini - “sono loro il futuro da curare” - e per questo sono state aperte diverse “case per bambini”, cioè asili per l’ accoglienza e formazione dei bambini/fanciulli.

Le suore presenti hanno cercato di promuovere anche la formazione di alcuni giovani i quali, in seguito, hanno collaborato anche nella gestione delle scuole/asili.
Spesso le religiose facevano visite ai diversi villaggi fermandosi per vari giorni, cercando di essere presenti nei diversi momenti di vita delle persone e di accompagnarle senza sostituirsi, promuovendo la riconciliazione dove c’erano lotte e divergenze sia tra villaggi che tra persone.

Dal 2016 la collaborazione con i Padre Cappuccini continua a M'Banza Congo, Angola.

Il Vangelo della povertà e della pace

Il Centrafrica è stato culturalmente, socialmente e politicamente definito: “la periferia della periferia ai margini del mondo”, pur essendo al centro dell’Africa. Un popolo poverissimo, oppresso e dimenticato lungo la storia. Papa Francesco ha aperto proprio lì la porta santa della misericordia facendo visita alla gente della periferia del mondo. Bangui è diventata “la capitale spirituale del mondo” per la misericordia del Padre. Dal Centrafrica per noi il Vangelo del Magnificat (Lc 1,46), un canto e una danza di pace, di riconciliazione e di perdono, dove i poveri diventano ricchi, gli ultimi sono primi e le pietre scartate diventano testata d’angolo. Il Regno di Dio è davvero dei poveri e sono loro la porta aperta e viva della misericordia del Padre per noi, sono loro che dobbiamo accogliere e servire.

Voci della missione

Oggi posso dire che l’essere missionario mi permette di estendere quello che c’è dentro di me e far partecipi anche altri dei doni che ho ricevuto. Ora sento il bisogno di portare Gesù e Maria a persone che li attendono con gioia e li amano più di quanto li ami io.

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Fr. Antonino Serventini Missionario

Della nostra Missione a Gofo rimangono solo i muri. Possono distruggere opere visibili dell’uomo e della sua cultura. Per quanto riguarda “ciò che non si vede” rimane una ferita, una cicatrice. Ma ovunque persone di buona volontà hanno lavorato con amore, “Dio costruisce nei cieli una dimora eterna” e la fede insegna che in questo regno tutto rimane e niente è irreparabile.

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Fr. Antonio Triani Missionario
Aiuta il Centrafrica

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Progetti speciali
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Non dimentichiamo N'Dim

Deducibile / detraibile

Per sostenere una piccola scuola in Centrafrica gestita da suore

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Aiuto a rifugiati e sfollati

Deducibile / detraibile

Per aiutare in Centrafrica i rifugiati provenienti da zone di guerra o di persecuzione

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Frequenza scolastica

Deducibile / detraibile

Per coltivare la speranza garantendo, laddove possibile, un’istruzione ai piccoli e ai ragazzi

I missionari in Centrafrica

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Fr. Antonio Triani

Missionario

Medico, classe 1952, è cappuccino e sacerdote dal  1981. Parte per il Centrafrica immediatamente e giunge a Gofo, dove cura – come si può – decine di malati ogni giorno in una piccola clinica/dispensario. Durante la guerra civile la clinica viene distrutta e fr. Antonio si trasferisce a Bangui, dove continua la sua attività di medico a favore degli sfollati.

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Fr. Antonino Serventini

Missionario

Modenese, ha abbracciato la vita cappuccina nel 1965, divenendo sacerdote nel 1973. A trentanove anni è partito per la missione centrafricana, che non ha più lasciato, nemmeno negli anni difficili della guerra civile degli ultimi anni (2012-2014). Adesso è guardiano nella fraternità di noviziato e si occupa della formazione dei bambini.